Gli acari: che cosa sono?
Gli acari sono piccoli animali simili a ragni, alcuni visibili aocchio nudo altri microscopici, con cui conviviamo ogni giorno senza rendercene conto. Quelli più noti e che possono causare allergia e dermatite nell'uomo sono gli acari della polvere e gli acari della farina, ma è sorprendente quanti tipi di acari esistono nei diversi habitat. Attualmente, le specie identificate sono circa 50.000, ma gli esperti ritengono che possano esisterne fino a 500.000.
I tipi di acari più diffusi:
Acari della polvere: i più diffusi in tutto il mondo sono soprattutto tre: Dermatophagoides pteronyssinus, Dermatophagoides farinae e Euroglyphus maynei; si nutrono principalmente di detriti cutanei umani, amano vivere in ambienti bui, umidi e caldi e trovano un habitat ideale in cuscini, materassi, coperte, tappeti, tende pesanti, peluche, maglioni e cappotti in lana ecc; hanno un ciclo vitale di circa 3 mesi, durante i quali si riproducono con estrema facilità.
Acari della farina (Dermatophagoides farinae): possono causare acariosi negli addetti alla manipolazione di derrate alimentari contaminate (farine e semi di cereali, frutta secca, formaggi ecc.); il Dermatophagoides farinae è tra i principali acari presenti nella polvere domestica e causa sintomi respiratori e prurito in chi soffre di allergia agli acari della farina.
Acari ematofagi (per esempio zecche): possono pungere la cute o annidarsi al suo interno, causando irritazioni e dermatite da acari o veicolando agenti patogeni responsabili di malattie severe (per esempio Borrelia, che causa malattia di Lyme).
Acari della scabbia (Sarcoptesscabiei): dopo il contatto diretto con persone o animali contaminati, le femmine dell'acaro della scabbia si insinuano e scavano minuscole gallerie nella pelle, dove trovano un ambiente ideale per deporre le uova; la scabbia da acaro si riconosce per l'intenso prurito e per le caratteristiche tracce superficiali in rilievo in corrispondenza dei cunicoli sottocutanei.
Acari dei follicoli piliferi (come Demodex folliculorum): colonizzano i bulbi piliferi della pelle dell'uomo e degli animali e provocano follicoliti anche molto severe che possono portare alla caduta dei peli nelle aree colpite.
Come riconoscere l'allergia agli acari
L'allergia agli acari della polvere causa reazioni respiratorie e cutanee quando ci si trova in ambienti contaminati, che non sono soltanto quelli molto polverosi, ma anche luoghi chiusi apparentemente puliti, ma con ampia presenza di moquette, tappeti, tende, sedie, divani e poltrone rivestiti di tessuti dove gli acari della polvere si annidano in abbondanza.
Un segnale indicativo di possibile allergia è la comparsa dei sintomi caratteristici quando si va a letto (scatenati dagli acari del materasso) o quando si fanno le pulizie (soprattutto spolverare, sbattere tappeti, cambiare le tende ecc.). L'allergia agli acari nei bambini, invece, può essere sospettata se starnutiscono o hanno prurito a naso e gola mentre giocano con i peluche o seduti su tappeti o moquettes.
Se ci sono animali in casa, può essere difficile capire se i sintomi allergici respiratori e cutanei sono dovuti agli acari della polvere oppure al pelo di cani e gatti: in questi casi, i test allergologici specifici chiariscono la situazione.
Allergie agli acari: le cause
Come tutte le allergie, anche l'allergia agli acari della polvere è dovuta a una reazione anomala ed eccessiva del sistema immunitario, che riconosce come potenzialmente dannose alcune sostanze prodotte o veicolate dagli acari. Ciò induce la produzione degli anticorpi tipici della risposta allergica, le immunoglobuline E (IgE) e, successivamente, di istamina, tra i principali responsabili dell'insorgenza dei sintomi allergici.
In particolare, nell'allergia alla polvere a causare la risposta immunitaria anomala sono gli enzimi digestivi degli acari, che vengono eliminati nell'ambiente insieme alle loro feci ed entrano in contatto con le mucose respiratorie (in particolare del naso) e con la pelle (soprattutto quando si è a letto o ci si siede su divani e poltrone contaminati). Ecco perché, in presenza di allergia agli acari, i sintomi cutanei sono frequenti.
Ma che cosa fanno gli acari sulla pelle umana? Si nutrono di cheratina, la proteina di cui sono ricche le cellule dell'epidermide (ma anche le unghie, i peli e i capelli), che si staccano continuamente sotto forma di piccole scaglie durante il fisiologico rinnovamento cutaneo. In sostanza, siamo noi stessi, involontariamente e inevitabilmente, a nutrire i nostri "nemici".
Allergie agli acari: i sintomi
Nell'allergia alla polvere, i sintomi sono del tutto simili a quelli scatenati dalle allergie stagionali, alle muffe o al pelo di animali e possono presentarsi in modo molto variabile per combinazione, intensità e frequenza.
L’allergia all'acaro della polvere causa, infatti, i sintomi tipici sia della rinite allergica, come starnuti, naso che cola (rinorrea), naso chiuso (congestione e gonfiore delle mucose del naso) e perdita di sensibilità agli odori, sia della congiuntivite allergica, come prurito, arrossamento e lacrimazione agli occhi.
A questi si possono aggiungere anche tosse, sensazione di gonfiore/pressione al volto, comparsa di occhiaie bluastre e gonfie sotto gli occhi. Inoltre, l'allergia agli acari nei bambini può indurli a grattarsi di frequente il naso nel tentativo di alleviare il prurito, causando forte irritazione e infiammazione, anche in considerazione della pelle molto delicata dei più piccoli.
Nelle forme di allergia all'acaro della polvere che inducono asma allergica, compaiono anche sintomi respiratori come:
difficoltà respiratorie più o meno marcate;
senso di oppressione e dolore al torace;
comparsa di sibili toracici e affanno durante la respirazione;
disturbi del sonno legati alle difficoltà respiratorie e alla tosse;
attacchi di tosse e affanno, che peggiorano notevolmente in caso di infezioni respiratorie stagionali come raffreddore e influenza.
Un ulteriore fastidio spesso associato all'allergia agli acari è il prurito, indotto dalla reazione cutanea agli acari. Il prurito più o meno intenso può essere presente durante gran parte della giornata se si soggiorna in ambienti polverosi o ci si copre con coperte o indumenti in lana in cui si sono annidati gli acari.
Tuttavia, a disturbare maggiormente chi soffre di allergia agli acari è il prurito diffuso che compare durante la notte, scatenato dagli acari del materasso e più in generale dagli acari del letto, dal momento che colonizzano in modo massiccio e persistente anche cuscini, coperte, trapunte, piumini ecc., a meno che non si usino appositi materiali e/o trattamenti anti-acaro.
Quando si è sensibili agli acari del materasso, i sintomi cutanei possono essere quelli più frequenti durante la notte, ma se si soffre di asma allergica anche le difficoltà respiratorie possono impedire di prendere sonno e riposare bene.
Benché gli acari siano allergeni perenni, ossia sempre presenti nell'ambiente in qualunque stagione, i sintomi dell'allergia alla polvere possono essere assenti o molto lievi in alcuni periodi dell'anno e diventare più intensi e persistenti in altri, anche in relazione alle attività svolte e agli ambienti frequentati.
Per chi soffre di allergia agli acari, il periodo peggiore è quello autunnale-invernale, quando le condizioni climatiche inducono a trascorrere più tempo in ambienti chiusi (casa, scuola, ufficio, palestra ecc.), ad accendere i riscaldamenti, ad aerare meno le stanze e a usare indumenti e tessuti per la casa in lana e altre fibre "morbide e calde" particolarmente ricettive e accoglienti per gli acari della polvere.
Il test per l'allergia agli acari
In caso esista il sospetto di un’allergia agli acari, è opportuno sottoporsi a una visita con lo specialista di riferimento, l'allergologo, che di norma effettua una valutazione della reattività cutanea a specifici allergeni eseguendo il Prick test.
Rimedi farmacologici e rimedi naturali
In presenza di allergia alla polvere, i rimedi più ampiamente utilizzati sono di tipo farmacologico. In particolare, se l'allergia all'acaro della polvere causa principalmente rinite allergica e congiuntivite allergica, è utile l'impiego di antistaminici auso topico, come gli spray nasali o i colliri, da applicare localmente e per un periodo di tempo limitato. Per sintomi più persistenti e intensi è consigliato un trattamento con soluzioni sistemiche previo consulto medico
In ogni caso, per il trattamento dell'allergia da polvere in età pediatrica è sempre necessaria una valutazione medica preliminare.
Per lenire i sintomi nasali o agli occhi possono essere però utili lavaggi nasali con soluzioni saline oppure impacchi freddi sugli occhi e lacrime artificiali.
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Qualche consiglio per vivere con questa allergia
Ridurre la concentrazione degli acari negli ambienti in cui si vive può aiutare a prevenire i sintomi dell'allergia e, anche se i benefici che si possono ottenere sono variabili da caso a caso, è consigliabile impegnarsi in questo senso. Per esempio, se si soffre di allergia agli acari della polvere, è fondamentale pulire la casa in modo ottimale per tenere sotto controllo l'esposizione agli allergeni e prevenire i sintomi respiratori e cutanei. Allo stesso modo, è importante ricoprire i materassi e i cuscini con fodere anallergiche e scegliere mobili in materiali che non attirano la polvere (come vinile, legno, metallo o pelle), anziché articoli imbottiti.
FAQ
Gli acari della polvere sono piccoli animali simili a ragni. A causare la risposta immunitaria anomala, responsabile della reazione allergica, sono gli enzimi digestivi degli acari eliminati nell'ambiente insieme alle loro feci, che possono contaminare l’ambiente circostante, in particolare letti e materassi, nei quali gli acari trovano l’ambiente ideale per moltiplicarsi. Sono in fase di sviluppo alcuni test che misurano la concentrazione degli allergeni per ottenere una stima, per esempio, di quanti acari ci sono in un materasso. Nel frattempo, in caso di sintomi che possano far ipotizzare un’allergia di questo tipo (in particolare difficoltà respiratorie e tosse che aumentano durante la notte), è bene rivolgersi al proprio medico curante o a un allergologo per effettuare una visita accurata e sottoporsi a test cutanei o esami del sangue.
Gli acari della polvere non sono visibili a occhio nudo, ma gli enzimi digestivi contenuti nelle loro feci possono indurre disturbi che ci consentono di ipotizzarne la presenza. Per esempio, disturbi respiratori o prurito diffuso durante la notte, o sintomi della rinite allergica che si manifestano mentre si fanno le pulizie, sono segnali che devono indurre a sospettare un’allergia agli acari e a rivolgersi al proprio medico o a un allergologo per valutare la necessità di sottoporsi a specifici test e di assumere farmaci antistaminici in grado di alleviarne i sintomi.
Gli acari della polvere si nutrono di cheratina, di cui sono ricche le cellule dell’epidermide. In seguito al fisiologico rinnovamento cutaneo, le cellule degli strati superficiali della pelle si staccano continuamente, nutrendo così questi piccoli animali. Ecco perché letti e materassi sono uno degli habitat migliori per la proliferazione degli acari ed è di notte che molto spesso si manifestano i sintomi di questa allergia.
Per cercare di eliminare gli acari della polvere dall’ambiente domestico, o quantomeno ridurne la concentrazione, è possibile procedere con alcuni semplici interventi di bonifica ambientale. In primo luogo, è necessario lavare ogni 2 settimane la biancheria da letto, i tappeti, le tende, i peluche ecc. a temperature superiori a 60°C, oltre le quali gli acari non possono sopravvivere.
Sulla pelle dell'avambraccio o della schiena viene deposta una piccola goccia di soluzione contenente l'allergene dell'acaro della polvere. Successivamente, si punge leggermente la pelle con uno strumento sterile, in modo da far penetrare una piccolissima quantità di allergene negli strati superficiali della cute. Dopo circa 15-20 minuti, si osserva la reazione cutanea: se si sviluppa una piccola pomfa rossa e pruriginosa, è molto probabile che si sia allergici all'acaro della polvere.
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